S. AMBROGIO – S. AMBROGIO OLONA


Le chiese di Sant’Ambrogio Olona: storia, arte e devozione

La vecchia chiesa parrocchiale

Nel cuore del rione di Sant’Ambrogio Olona sorge l’antica chiesa parrocchiale, edificata in pietra locale e originariamente dedicata, con ogni probabilità, alla Madonna e a Sant’Ambrogio. Nel corso dei secoli, numerosi interventi di modifica e ampliamento ne hanno profondamente trasformato l’aspetto, fino a ridurne e alterarne le forme originarie. Oggi l’edificio, dedicato alla Madonna di Caravaggio, conserva soltanto alcune tracce della sua antica struttura.

La parte absidale semicircolare, ancora visibile, costituisce una significativa testimonianza delle origini romaniche della chiesa. Nel tempo, l’edificio venne progressivamente ampliato per rispondere alle esigenze di una popolazione in costante crescita. Verso il 1880, tuttavia, ogni ulteriore intervento di ampliamento risultava ormai impossibile, rendendo necessaria la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale.

Nel 1890, quando la nuova chiesa era ormai pronta, l’antico edificio subì un’ulteriore trasformazione: venne demolita un’intera campata della navata per consentire l’allargamento della strada che conduceva al Sacro Monte e creare la piazzetta antistante. La nuova facciata a capanna, realizzata in pietra con archetti ciechi rampanti, fu quindi ricostruita in forme neoromaniche utilizzando materiali di recupero. Della struttura precedente rimane, tra gli elementi di maggior pregio, l’affresco quattrocentesco della lunetta, caratterizzato da un’iconografia insolita e delicata: il Bambino è raffigurato nell’atto di baciare la Madonna.

Un importante contributo alla conoscenza del patrimonio artistico della chiesa venne offerto nel 1949 dal pittore santambrogino Luigi Daverio, che, in seguito ad approfonditi studi, richiamò l’attenzione di critici e studiosi sul notevole complesso di affreschi conservato al suo interno.

Di particolare interesse è la decorazione della volta della cappella laterale dedicata all’Assunta, dove l’affresco raffigurante il Padre Eterno tra angeli musicanti, incorniciato da stucchi di gusto barocco, è attribuito a Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, tra le personalità più originali della pittura lombarda del Seicento. La sua produzione artistica è ammirabile in numerosi luoghi di culto, tra cui la Basilica di San Vittore a Varese, la settima cappella del Sacro Monte di Varese e il Santuario di Varallo, oltre che a Novara, Como e Piacenza.

Al Settecento risale invece l’affresco del catino absidale, che raffigura la Gloria di Sant’Ambrogio e contribuisce ad arricchire il valore storico e artistico dell’edificio.

La nuova chiesa parrocchiale

La comunità di Sant’Ambrogio Olona ottenne il riconoscimento ufficiale di parrocchia nel 1568. Il primo parroco fu don Bernardino Caravati, che guidò la vita religiosa della comunità fino al 1571. A lui si succedettero almeno altri ventuno parroci, che nel corso dei secoli accompagnarono la crescita spirituale e sociale del paese.

La costruzione della nuova chiesa parrocchiale ebbe inizio il 7 dicembre 1880, festa di S. Ambrogio, quando l’allora parroco, don Pietro Bardelli, pose la prima pietra, con l’approvazione dell’arcivescovo di Milano, monsignor Luigi Nazari di Calabiana, e del prevosto di Varese, don Costantino Branca.

Il terreno situato in via Virgilio, destinato alla costruzione del nuovo edificio sacro, fu donato dalla signora Emilia Speroni De Vincenti. Il progetto venne affidato all’ingegnere Paolo Cantù.

Il 20 dicembre 1885 il prevosto don Costantino Branca benedisse e inaugurò la nuova chiesa, che ricevette la consacrazione solenne il 18 agosto 1931 per mano del beato cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano.

L’edificio, realizzato in stile neoromanico, presenta una facciata a salienti in laterizi rossi e pietra bianca, recentemente restaurata. Tra gli elementi architettonici di maggior pregio spicca il rosone, apprezzato per la sua particolare bellezza e considerato tra i più belli della diocesi.

L’interno si sviluppa secondo un impianto a navata unica, affiancata da otto cappelle laterali, quattro per ciascun lato. L’altare maggiore è sormontato da un ciborio che richiama, nelle forme, quello della celebre Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, conferendo all’area presbiteriale un particolare valore architettonico.

Sul lato sinistro si trova la sacrestia, mentre sul lato destro si apre la cappellina invernale. Sopra le rispettive porte sono collocati due bassorilievi lignei realizzati dallo scultore santambrogino Angelo Frattini, raffiguranti la Speranza e la Fede, allegorie delle virtù cristiane.

Nel 1933, durante il ministero del parroco don Barnaba Stucchi, la chiesa venne arricchita con una nuova Via Crucis, realizzata dal pittore varesino Carlo Cocquio. Nello stesso periodo, l’organo fu sottoposto a un intervento di revisione e restauro a cura della ditta Bianchi di Casciago.

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Il campanile

Uno solo è il campanile di S. Ambrogio, collocato presso l’antica chiesa parrocchiale: fu realizzato sopra il basamento, in grossi ciottoli disposti in file irregolari, di una probabile torre di avvistamento romana, all’incrocio di importanti vie di comunicazione. La leggenda narra che proprio in questo luogo al vescovo Ambrogio, in procinto di salire al Monte de’ Vellate per combattere gli Ariani, fosse comparsa la Madonna rassicurandolo circa il felice esito della battaglia.

La parte sommitale, in mattoni, è di epoca neoclassica (1852).

Sono cinque le campane, fuse il 4 luglio 1952 dalla ditta Bianchi di Varese, che sostituirono le precedenti, sequestrate nel 1940 a seguito degli eventi bellici.

Sottoposte a collaudo tecnico e musicale il 24 luglio dello stesso anno, le campane furono protagoniste, il 28 luglio, di un concerto trasmesso dalla Radio Italiana.

Ciascuna campana è legata a una particolare dedicazione, che riflette la devozione e la vita spirituale della comunità parrocchiale:

  • Campana maggiore, detta della Madonna: dedicata alla Beata Vergine Assunta, compatrona della parrocchia.
  • Quarta campana, detta della Parrocchia: dedicata al patrono Sant’Ambrogio.
  • Terza campana, detta delle Famiglie: dedicata alla Sacra Famiglia.
  • Seconda campana, detta dei Morti: consacrata alla memoria dei defunti.
  • Prima campana, detta della Gioventù: dedicata a Gesù Bambino.