Seduta del Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale

 In merito al tema delle liturgie nella Comunità Pastorale, al termine di tutte le Assemblee parrocchiali, don Marco ha descritto il periodo che la Comunità sta vivendo come intenso e ricco dal punto di vista ecclesiale, caratterizzato da entusiasmo ma anche da timori e divisioni legate al cammino sinodale. Il Consiglio Pastorale ha svolto un ruolo importante nel mantenere unità e visione comune, mentre molti fedeli hanno reagito secondo prospettive personali.

Ora è necessario concludere questa fase, considerando quanto emerso nelle Assemblee e nei vari confronti e in merito emergono due possibilità: introdurre la Liturgia della Parola oppure mantenere l’attuale situazione in attesa di un tempo più favorevole. La ricerca ora è quella di arrivare a una decisione unitaria.

            Nel confronto disteso e costruttivo del Consiglio Pastorale sono emerse sensibilità diverse, ma anche alcuni punti comuni: abbiamo visto come ci sia tra di noi una certa disponibilità al cambiamento, ma capiamo che bisogna procedere con prudenza.

            Molti consiglieri ritengono necessario rivedere gli orari delle Messe e ridurre il numero delle celebrazioni, garantendone almeno una per parrocchia, per favorire la presenza dei sacerdoti tra i fedeli.

            La Liturgia della Parola è vista come un’opportunità per rinnovare la vita comunitaria, si potrebbe proporre durante la settimana, in occasioni e momenti speciali per avvicinare gradualmente i fedeli a questa nuova modalità. Andranno formate anche delle persone per animare queste Liturgie e anche questo richiede del tempo.

            E’ stata evidenziata la crescente necessità di creare occasioni di incontro che avvicinino le persone oltre la sola Messa e la LdP è percepita da molti consiglieri come un possibile passo in questa direzione, ma solo se introdotta con cura.

            Nelle scorse settimane don Marco ha inviato a noi consiglieri due suoi interventi in merito alla situazione della Comunità e, anche nella convocazione del Consiglio Pastorale di marzo, segnala varie fragilità: poca partecipazione, scarsa conoscenza dei sacramenti, individualismi, difficoltà nel collaborare e nel rinnovare gli incarichi, chiedendo così a noi consiglieri di identificare le priorità su cui lavorare nel prossimo periodo pastorale.

            I membri del cp, nelle loro risposte, riconoscono i problemi e propongono di focalizzarci su questi aspetti:

•           maggiore attenzione alle famiglie, ai giovani e all’accoglienza;

•           coinvolgimento più diretto delle persone;

•           gesti semplici e concreti;

•           collaborazione con il decanato;

•           necessità di corresponsabilità e di relazioni più personali.

            Terremo quindi in considerazione gli spunti offerti e le proposte emerse nella definizione del prossimo piano pastorale.