«*Una celebrazione storica*: per la prima volta la Chiesa di Milano istituisce dei catechisti, lettori e accoliti non in forma transeunte, ma per un ministero stabile. Questa istituzione è per il bene della Chiesa e non è un caso che avvenga nel giorno della Dedicazione della Cattedrale. Oggi *la nostra Chiesa diventa più ricca*, la sua ministerialità si estende e ciò sottolinea anche l’assunzione di responsabilità da parte dei fedeli laici»: nelle parole del Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede, don Giuseppe Como, che presiede l’Équipe formativa per i Ministeri istituiti (tra gli altri, il “nostro” *don Martino Mortola*, docente in Seminario che ha seguito in modo particolare i candidati), vi è il senso non solo della Messa che l’Arcivescovo presiede in Duomo, ma dell’intero cammino che ha portato quattordici persone, tra uomini e donne, a divenire ministri istituiti.
*In preparazione all’istituzione dei ministeri laicali* un articolo sul sito diocesano
“*Eliana Zanchin è una delle lettrici*, della parrocchia San Massimiliano Kolbe della Comunità pastorale Santi Gottardo e Giovanni Paolo II di Varese, che il prossimo 19 ottobre concluderà in Duomo il suo secondo anno di formazione. Già da 15 anni era impegnata nel coro della sua parrocchia, e quando gli è stata prospettata dal suo parroco la possibilità di diventare lettrice ha accettato. «Ho sempre contribuito all’animazione delle celebrazioni. In questa nuova veste abbiamo preparato la Messa di Pentecoste con diversi lettori in francese, tedesco e spagnolo, perché la nostra comunità ospita naturalmente diverse persone straniere».
Per Zanchin un buon lettore non deve solo limitarsi a «leggere bene» il testo, ma favorire la comprensione della Parola a tutti i fedeli. Per questo è importante curare le letture, anche le più complesse, specie dell’Antico Testamento. «Il tono e l’intonazione non sono solo una formalità, servono a divulgare il messaggio che si vuole portare. Ovviamente poi per spiegarle meglio ci sono altri ruoli». (…)
Eliana ha detto bene; peccato che *l’autore dell’articolo dimostri di non aver capito appieno il significato della istituzione del ministri laici*: “Pur non avendo ricevuto il Sacramento dell’ordine, sono fedeli che, dopo un intenso cammino di formazione e discernimento, sostengono i sacerdoti in alcune delle funzioni quotidiane della Chiesa”.
*Sono battezzati che per essere ministri non hanno bisogno di ricevere il sacramento dell’Ordine… e neppure sono destinati a sostenere i sacerdoti (siamo tutti sacerdoti; l’articolista voleva intendere “presbiteri”); e le “funzioni quotidiane” non si sa cosa siano*.
_don Marco_